La storia di San Marino dopo il 1945
Dal 1945 al 1957 San Marino fu governata da una maggioranza costituita dai partiti comunista e socialista. Il distacco dalla maggioranza di quattro consiglieri socialisti dissidenti provocò nel 1957 una crisi istituzionale nella quale si inserì l'intervento del governo italiano con l'invio di forze armate al confine e il blocco del monte Titano.
La vasta epurazione seguita all'insediamento di un governo di coalizione tra democristiani e socialdemocratici ebbe conseguenze giudiziarie, rientrate con un amnistia nel 1966.
Per consentire alla nuova esigua maggioranza di consolidarsi, oltre alla concessione del voto alle donne, venne autorizzato quello per corrispondenza ai sammarinesi residenti negli Stati Uniti.
Contro questa legge elettorale, poi soppressa, si pronunciarono nel 1966 gli stessi socialdemocratici, provocando una crisi di governo, ricomposta dopo tre mesi.
Nel 1971, una revisione della convenzione con l'Italia concedeva a San Marino la piena sovranità, abolendo la formula che impiegava l'Italia a proteggere la repubblica ed il divieto di coniare moneta propria.
La formazione di una nuova maggioranza di centro-sinistra nel 1973, con l'ingresso dei socialisti nel governo, non consentì di assicurarne la stabilità. La difficile convivenza tra democristiani e socialisti provocò una serie di crisi risoltesi dopo le elezioni del 1978 con l'insediamento di un governo di sinistra, costituito da comunisti, socialisti e socialisti unitari.
Le elezioni svoltesi il 29 maggio del 1983 confermarono i risultati del 1978 e i partiti di sinistra mantennero la maggioranza.
Nel 1986 una crisi politica, dovuta ad uno scandalo finanziario in cui furono coinvolti alcuni socialisti, sfociò nella formazione di una nuova coalizione di governo, la prima composta da Democrazia Cristiana e Partito Comunista.
Tale coalizione è stata ulteriormente rafforzata dai risultati delle elezione svoltesi nel maggio 1988 in cui democristiani e comunisti hanno visto aumentare i loro suffragi mentre tutti gli altri partiti hanno subito una flessione.
Nell'ottobre dello stesso anno San Marino ha inoltre ottenuto l'ammissione nel Consiglio d'Europa del quale è così diventato 22° membro.
Nel 1990 il Partito comunista sammarinese assunse la nuova denominazione di Partito democretico progressista; nello stesso anno il Partito socialista unitario fu assorbito dal Partito socialista sammarinese.
Dal 1992 San Marino è membro dell'ONU e del Fondo monetario internazionale.