La storia di San Marino prima del 1945
Secondo la tradizione, alcuni schiavi dalmati, guidati da un tagliapietre di nome Marino circa l'anno 300 d.C., per sfuggire alla seconda persecuzione di diocleziano, ripararono da rimini sul monte titano, e vi formarono una specie di comunità religiosa, che esercitò ben presto il diritto di asilo.
Quando l'esarcato di ravenna passò ai papi, la città di San Marino ottenne l'indipendenza con il documento detto Placito feretrano, dell'anno 885.
I tentativi di invasione di ungari, saraceni e normanni spinsero i sammarinesi a costruire le proprie fortificazioni, e da allora datano i castelli sulle tre "penne del Titano".
Un diploma di Berengario del 951 attesta l'indipendenza di San Marino, che durante la lotta per le investiture divenne comune con propri statuti (1263) e consoli regolari e indipendenti, e accrebbe i suoi territori.
Durante le lotte tra i Malatesta, signori di rimini, e il Montefeltro, San Marino fu sempre alleata dei Montefeltro, e poi dei Dalla Rovere, che ne ereditarono il ducato di Urbino.
Nel 1462, con la sconfitta di Sigismondo Malatesta, San Marino ebbe i castelli di Fiorentino, Montegiardino, Serravalle e Faetano, che costituirono il suo ultimo ampliamento territoriale.
A quel punto il Gran consiglio era formato da 20 nobili, 20 borghesi e 20 contadini.
Nel 1503 Cesare Borgia occupò per breve tempo la repubblica, ma ne fu ricacciato alla morte di Alessandro VI; nel 1544 venne respinto un tentativo di occupazione di Fabiano da Monte, e nel 1549 si ebbe il riconoscimento di sovranità da parte del papa Paolo III.
Nei secc. XVI e XVII vi fu una certa decadenza, che ebbe come risultato un rafforzamento dell'aristocrazia, con la formazione di un Gran consiglio formato da 45 membri, tutti nobili.
Lo Stato della chiesa tentò due volte, nel 1739 con il cardinal Alberoni e nel 1786 con il cardinal Valenti, di impadronirsi di San Marino, ma solo il primo tentativo riuscì, e per il breve periodo di cento giorni.
Napoleone offrì nel 1797 aiuti e ingrandimenti territoriali, che vennero rifiutati: e la Repubblica venne riconosciuta nella sua integrità e sovranità dal congresso di Vienna (1815).
Noto è l'aiuto che San Marino diede a Garibaldi e ai suoi legionari nel 1849, negoziando e assicurando il libero ritorno alle loro case, e pure noto è l'alto numero di volontari sammarinesi che parteciparono alle guerre per l'indipendenza italiana.
Anche San Marino ebbe una parentesi fascista contemporanea a quella italiana. Durante la seconda guerra mondiale, in territorio sammarinese trovarono asilo circa 100.000 profughi dalle vicine città italiane, ma la piccola repubblica non fu risparmiata e subì gravi danni per un bombardamento britannico nel giugno 1944, oltre che per i combattimenti conseguenti alla ritirata tedesca.